L'ASSOCIAZIONE PARTECIPAZIONE E SVILUPPO INCONTRA L'UNITRE DI GALLICANO

Venerdì 13 aprile u.s. il nostro Presidente insieme con Salvo, Giovanni, Annunziata, Anna ed altri nostri volontari, si sono incontrati con l'Associazione UNITRE (Università della Terza Etò) di Gallicano. L'incontro siè giustamente aperto con il ricordo di Mary, grande amica dell'UNITRE e anche della nostra Associazione.
Di seguito potrete leggere il resoconto dell'incontro che le amiche di UNITRE Gallicano ci hanno inviato come ricordo della bella iniziativa:
"MIGRAZIONI: ERITREA E NON SOLO"
L'incontro di sabato era dedicato a Mary Campbell, la meravigliosa donna che da poco ci ha lasciati e che aveva fatto della sua vita un impegno continuo a favore della Siria e dei profughi confinati nel Kurdistan Irachemo.
Mary ci ha presentato questa associazione di Bagni di Lucca, Partecipazione e Sviluppo Onlus, perchè valutassimo la possibilità di incontrarla, per meglio conoscere la condizione dei migranti anche qui, in Italia, a casa nostra e le modalità in cui viene gestita la loro situazione, secondo le nostre leggi e la normativa europea.
Abbiamo naturalmente accettato, certo le differenze da situazione a situazione sono molte, ma chi per guerra e dittature, per sfuggire a condizioni di vita disumane è costretto a lasciare il proprio paese ed è nell'impossibilità di ritornarci senza mettere a rischio la propria vita, va incontro sempre ad enormi difficoltà, non ultima quella di rimanere ai margini della società che li accoglie, esclusi dalla dai normali circuiti sociali e lavorativi.
Sapendo come intorno al problema dell'accoglienza si siano sviluppate troppe imprecisioni, molte non verità ed un clima sempre più intollerante, ci sembrava opportuno conoscere quello che veramente un'associazione che si occupa di accoglienza ai migranti è chiamata a fare in merito.
Il presidente Alessandro Ghionzoli, insieme al referente del progetto Eritrea Salvo Millesoli e a molti operatori presenti ci hanno presentato un video, realizzato da Telegranducato Toscana, che riassume l'attività annuale dell'associazione, mettendo in risalto i progetti, la loro particolarità e la ricaduta positiva sui giovani migranti e richiedenti asilo. Abbiamo anche conosciuto il loro progetto africano di sostegno all'Eritrea, che si sta sviluppando velocemente anche con quell'obiettivo spesso richiamato da molti commentatori del web, di aiutare le popolazioni africane “ a casa loro” ed in questo modo contrastare le migrazioni.
Il video ha suscitato molte domande e veramente avremmo voluto avere più tempo a disposizione per approfondire, ma alcune cose ci sono state chiarite, proprio dalla natura giuridica stessa di Partecipazione e Sviluppo.
L'associazione é una onlus e quindi non ha alcun tipo di lucro, il denaro che gestisce per l'accoglienza dei migranti è destinato a questo, i disavanzi in positivo possono essere reinvestiti in attività a favore dell'associazione stessa e delle sue finalità, questi finanziamenti ottenuti sui CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) aperti per legge nulle province italiane, non danno origine in questo caso ad arricchimenti di privati. Gestisce tre centri in provincia di Lucca, ma opera anche con le Prefetture di Sassari e Grosseto. Nella nostra zona sono presenti 130 richiedenti asilo. Occupa 21 persone, di queste 4 sono africani formati nel loro periodo di status richiedenti asilo.
La quota giornaliera dei circa trentaquattro euro serve a coprire tutte le spese, la quota mensile personale per ogni ragazzo o ragazza è di 75 euro. Per legge nei centri non può esserci promiscuità fra uomini e donne, solo in un caso, a Camporgiano, si accolgono famiglie.
L'idea che i migranti siano solo maschi non è sbagliata del tutto, è vero che l'afflusso maschile è maggiore per ovvi motivi di pericolosità dei viaggi e di impedimenti anche religiosi alla libertà delle donne, ma vi sono anche centri che accolgono sole donne, nel loro caso partecipano ad esempio ad un progetto simile aduna casa-famiglia per donne nigeriane.
Non si possono considerare queste persone come clandestine, esse vengono al momento del loro arrivo censite ed anche se non è possibile rilevarne la nazionalità, sono comunque inserite in un meccanismo che li riconosce e li segue passo passo, anche da un punto di vista medico e quindi prevenendo di fatto il pericolo di malattie trasmesse ed in generale sono in buona salute fisica.
E con questo abbiamo trovato risposta alle domande più frequenti e comuni, quelle la cui risposta semplicistica genera pregiudizi e sentimenti di intolleranza nei loro confronti.
Il momento più interessante è stato senz'altro conoscere gli obiettivi che si perseguono, Inclusione e Formazione, e le modalità: percorsi personalizzati per l'acquisizione dell'italiano, aiuto nello studio per ottenere ad esempio la licenza media, alcune attività di formazione professionale fatte in collaborazione con enti comunali e cooperative, inserimento nel volontariato sociale nelle Misericordie di Gallicano, Corsagna e nella Croce Verde, progetti con le scuole superiori per lo scambio interculturale. 
Tutto questo ha la durata di circa un anno e mezzo, solo per motivi burocratici, è questo il tempo che trascorre fra l'arrivo, il presentare la domanda ed ottenere la condizione di rifugiato politico, purtroppo! Il prolungamento della loro permanenza in questi centri potrebbe infatti dare luogo a speculazioni. Se vogliamo trovare il lato positivo di tale durata, di fatto per alcuni può diventare utile alla loro formazione personale, a tutti i livelli. L'Associazione è infatti tenuta per legge a fare una valutazione del percorso fatto da ogni ragazzo o ragazza accolti ed in questo caso si tiene conto non delle loro capacità, ma soprattutto dell'impegno profuso: è questo che li valorizza e li identifica come persone presenti ed attive nel paese in cui sono stati accolti e in cui hanno vissuto fino ad allora. In effetti la loro situazione è simile ad un servizio civile, con la differenza che non ci sono retribuzioni sia pur minime.
L'interazione con associazioni ed enti del territorio di riferimento è di forte impatto progettuale ed insieme alla formazione mirata degli operatori ed al loro lavoro di gruppo è senz'altro un elemento di qualità e e di garanzia, in un percorso non facile di conoscenza ed inserimento di persone diverse, con storie diverse, in cui niente può essere dato per certo e scontato. Abbiamo rilevato la soddisfazione di alcuni ragazzi intervistati, la loro voglia di imparare ed anche la rinascita di speranze.
Purtroppo è rimasto poco tempo per parlate del progetto sull'Eritrea, abbiamo comunque apprezzato molto il coinvolgimento dell' Istituto Agrario Nicolao Brancoli Busdraghi di Mutigliano, il fatto che alcuni ragazzi abbiano potuto visitare questo paese e soprattutto che stiano lavorando nei loro laboratori sullo studio delle piante autoctone con uno studio particolare per la rilevazione delle quantità d'acqua necessarie per la loro crescita, proprio per intervenire sulla carenza di approvvigionamenti idrici in questo paese per sua natura arido, e migliorare quindi alcune coltivazioni.
Non ci resta che ringraziare il presidente Alessandro Ghionzoli, il dottor Salvatore Millesoli, il professor Giovanni Discolo per i progetti educativi, tutti gli operatori presenti per l'impegno ed il tempo che ci hanno dedicato e per l'opportunità che questo tipo di incontri regalano, in primis quella di parlare e riflettere sui problemi, cercando di superare pregiudizi, di avvicinarci alla realtà con la cautela e la sensibiltà dovuta a questo evento migratorio di così grandi dimensioni e gravità. 
In fondo lo spirito del nostro gruppo si identifica in queste poche parole di Georges Braque:
"Accontentiamoci di far riflettere, non tentiamo di convincere..."

 

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