... A PROPOSITO DEI "LAVORI SOCIALMENTE UTILI"....

In questi ultimi giorni in Italia, è esplosa una polemica: il Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri dell'interno Marco Minniti e della giustizia Andrea Orlando, ha approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per l'accelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionali in materia di protezione internazionale. In questo stesso decreto appare la seguente voce:
"-  Stimolo ai Prefetti, d’intesa con i Comuni, a promuovere iniziative, da finanziare con risorse europee destinate al settore dell’immigrazione e dell’asilo, utili a favorire l’impiego dei richiedenti protezione internazionale, su base volontaria e gratuita, nello svolgimento di attività con finalità di carattere sociale in favore delle collettività locali"...
La nostra Associazione favorisce le attività del tutto volontarie degli ospiti richiedenti asilo e, in diversi Comuni dove operiamo, sono già partite iniziative simili: nel Comune di Gallicano (LU) già da due anni e poi a Gavorrano (GR), Bagni di Lucca (LU) mentre sono in avanzata realizzazione "burocratica" nei comuni di Coreglia (LU), Massa Marittima (GR), Roccastrada (GR) e Barga (LU).
Queste attività hanno un notevole impatto sulla comunità che ospita i richiedenti asilo, la gente li incontra per strada e comincia a conoscerli e a riconoscerli, i cittadini apprezzano la gratuità dell'impegno e il fatto che contribuiscono a tenere pulito e in ordine l'arredo urbano, le strade e i cimiteri, gli ospiti impegnano in qualche modo il loro tempo invece di stare a letto per coprire le ore della giornata dove non fanno lezione di italiano o altre attività che gli proponiamo, gli stessi richiedenti asilo si fanno conoscere sperando di essere assunti per altri lavori (questa volta sindacali e non di volontariato....)....
Alcuni criticano queste attività dicendo che tolgono lavoro agli italiani ma.... purtroppo soldi non ce ne sono e l'alternativa a queste attività è la non-attività.... altri affermano che il lavoro va necessariamente remunerato e su questo siamo daccordo ma queste sono attività del tutto volontarie e, quindi, dovremmo stipendiare anche l'attività degli oltre tre milioni di italiani che si dedicano ad attività no-profit per il bene della collettività....
Concludendo, crediamo che queste attività, ripeto, del tutto volontarie, siano da incentivare anche perché rinforzano la collaborazione e i legami che gli enti gestori e i richiedenti asilo devono necessariamente avere con le amministrazioni locali. Infatti, solo con una azione sinergica fra Prefetture, ANCI, Enti locali, gestori, imprese e comunità locali potremo riuscire a generare quei fenomeni di inclusione che rappresentano l'unica soluzione possibile al fenomeno di chi viene in Italia a chiedere aiuto e protezione.  

Nella foto: il delegato di frazione del Comune di Bagni di Lucca Francesco Spettoli con alcuni ospiti dell'Associazione Partecipazione e Sviluppo che fanno attività socialmente utili.

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