IL SECONDO VIAGGIO IN ERITREA ATTRAVERSO UN INTERESSANTE ARTICOLO DELLA GAZZETTA DEL SERCHIO

"BAGNI DI LUCCA - ERITREA, IL RITORNO"

sabato, 31 marzo 2018, 09:24
di andrea cosimini (www.gazzettadelserchio.it)

Dopo il primo viaggio compiuto a fine ottobre con otto studenti delle scuole medie e superiori di Lucca, l'associazione onlus Partecipazione e Sviluppo di Bagni di Lucca, colosso nella gestione dei profughi in Valle del Serchio, è tornata in Eritrea, dal 17 al 25 marzo, con una delegazione di otto esperti del settore sanitario ed agro-alimentare per incontrare i rappresentanti delle istituzioni locali e visitare le strutture eritree per studiare nuovi modelli di sviluppo partendo però dalle esigenze del territorio.

Alessandro Ghionzoli, presidente dell'associazione, e Salvo Millesoli, coordinatore dell'associazione per quanto riguarda le attività in Eritrea, hanno guidato gli otto esperti lungo il viaggio arrivando ad incontrare le più alte cariche africane per instaurare un dialogo che possa portare all'avanzamento di alcuni progetti di sviluppo e di crescita di una nazione comunque ricca di materie prime anche se carente sotto il profilo formativo e occupazionale.

"Il viaggio - ha spiegato Ghionzoli - è stata la logica continuazione di quello effettuato a fine ottobre. In quell'occasione prendemmo contatti con il Club Bologna che, durante la trentennale guerra contro l'Etiopia, ha assicurato appoggio esterno alla nazione eritrea. Alcuni soci di questo club, conosciuti in Italia, ci hanno ospitato presso la loro sede ad Asmara. E ora possiamo dire di essere la prima associazione al mondo che vanta una sede operativa stabile in Eritrea".

"In Eritrea - ha continuato Ghionzoli - abbiamo potuto dialogare con le maggiori istituzioni locali che ci hanno trattato come degli ambasciatori. Abbiamo parlato con il ministro della sanità e con quello dell'agricoltura dello stato attuale nei due rispettivi settori e soprattutto delle prospettive. Quindi abbiamo incontrato il ministro delle risorse marine che ci ha fatto vedere il proprio progetto di sviluppo dei porti dell'Eritrea. A Massawa abbiamo incontrato il sindaco, poi ci siamo incontrati con il direttore generale del ministero del lavoro e delle politiche sociali, con il quale abbiamo parlato di volontariato, e infine con il sindacato dei lavoratori che in Eritrea conta circa 35 mila soci".

"Da questi incontri - ha dichiarato Ghionzoli - sono emerse alcune richieste tra cui quella di un gemellaggio tra la città di Massawa e Lucca e quella di avviare percorsi di formazione in loco. Una cosa che abbiamo notato è che in Eritrea c'è una costante paura della speculazione da parte di noi stranieri. Ma c'è anche una forte volontà, da parte delle istituzioni locali, di fare in modo che i giovani eritrei non abbandonino la propria terra a differenza di altri paesi dell'Africa. Quello che chiedono non è l'elemosina, ma formazione".

Intanto l'associazione ha annunciato quelli che saranno sicuramente i principali obiettivi da portare avanti in terra eritrea. Oltre a godere di una sede fissa sul posto, dotata di segretaria, a cui l'associazione corrisponde regolarmente un contributo, Partecipazione e Sviluppo ha intenzione anche di impegnarsi nell'aiuto dell'ospedale di Massawa e nell'acquisto di un'ambulanza da spedire via container alla città. 

"Mettiamo innanzitutto - ha sottolineato Ghionzoli - a disposizione anche per il futuro la nostra capacità di relazione con il popolo e il governo eritreo. I prossimi passi che faremo saranno senz'altro in ambito sociale, con l'elaborazione di progetti e la rispettiva ricerca di finanziamenti europei, e in ambito politico, cercando di "aiutarli a casa loro" e facendo il possibile per sensibilizzare un riappacificamento con l'Etiopia".

"In Eritrea - ha concluso Ghionzoli - c'è un regime che assicura condizioni interne di relativa tranquillità. Il popolo eritreo vive serenamente e liberamente senza paura. C'è assenza quasi totale di delinquenza e atti violenti e sono tollerate quattro professioni religiose. Essendo uscita di recente da una guerra di trent'anni (con 65 mila morti su 3 milioni di abitanti) la nazione sta cercando ovviamente di stabilizzarsi, ma io la vedo come un leone addormentato che aspetta solo di essere risvegliato".




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